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GP Portogallo

L’”Autòdromo Internacional do Algarve” viene comunemente chiamato “Circuito di Portimao” in quanto si trova ad una quindicina di minuti dalla cittadina dell’Algarve, regione del Portogallo meridionale ben conosciuta nel mondo per il clima, mite anche in inverno e da tempo apprezzata dagli appassionati di motorsport in quanto “terreno” di una delle tappe del Rally del Portogallo.

Guida al circuito
Per la particolare orografia collinare del territorio, il tracciato di Portimao si caratterizza per una planimetria “old style”: una sequenza di sviluppo vallonato, con saliscendi (per fortuna mantenuti in sede di progettazione) che ne hanno donato un’allure personale e fra le più amate dai piloti (delle due e delle quattro ruote). Una sorta di “eredità concettuale” che lo avvicina ad alcune delle piste più celebrate: Spa, Imola, la Nordschleife del Nürburgring…

Si corre sulla pista da 4,684 km
Il complesso dell’Autodromo di Portimao offre ben 32 differenti configurazioni di pista, la cui lunghezza varia fra 3,465 km (il più corto) a 4,684 km, in modo da consentire un’ampia varietà di scelta. La modalità “Fia Slow Fast”, ovvero il layout da 4,684 km, considerata la versione-standard dell’autodromo, è quella che verrà utilizzata domenica 25 ottobre per l’edizione 2020 del Gran Premio del Portogallo di F1.

Di seguito i dettagli di sviluppo del circuito F1.

Senso di marcia: orario
Numero di giri previsti in gara: 60
Distanza di gara prevista: 306,826 km
Lunghezza complessiva: 4,684 km
Lunghezza dei rettifili: 3,204 km
Lunghezza delle curve: 1,488 km
Larghezza della pista: 14 m
Numero di curve: 16 (9 a destra, 7 a sinistra)
Raggio minimo di curva: 18 m
Raggio massimo di curva: 60 m
Pendenza massima in salita: 6,2%
Pendenza massima in discesa: 12%
Pendenza massima laterale: 8%
Pendenza minima laterale: 2%
Autore del giro più veloce: Sebastien Buemi (F1), il 21 gennaio 2009, in 1’27”987 con una velocità di uscita di 352,9 km/h.
Pista da carico aerodinamico medio-alto
Per le sue caratteristiche, Portimao presenta dunque un layout piuttosto impegnativo: dei rettilinei nei quali le monoposto riescono a raggiungere elevate velocità si alternano a curve da affrontare a velocità medio-alte, a svolte decisamente più impegnative. Al simulatore, l’impegno in frenata ed il carico aerodinamico richiesto sono entrambi di livello medio-alto: ciò che, all’atto pratico, permetterebbe un compromesso ideale fra tenuta ed efficienza nei rettilinei.

Fonte: motori.it

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