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Eddie Jordan: “Ferrari deve tornare a costruire le F1 in Inghilterra”

L’ex proprietario dell’omonima scuderia trasformatasi nell’attuale Aston Martin ritiene che serve un ‘John Barnard bis’ alla Scuderia di Maranello

Ferrari: cosa farebbe Jordan nei panni di Vasseur?
La Ferrari dopo quattro anni al termine del 2022 ha visto interrompersi il mandato di Mattia Binotto in qualità di Team Principal e Managing Director della Scuderia di Maranello. L’ingegnere reggiano ha dato le dimissioni con un anno d’anticipo rispetto alla scadenza del contratto e al suo posto i vertici del Cavallino Rampante hanno scelto Frederic Vasseur in qualità di nuovo condottiero degli uomini in rosso in pista.

La stagione 2023 per ora ha regalato poche soddisfazioni alla Ferrari in un’annata marchiata indelebilmente dal dominio della Red Bull, che per ora ha vinto tutte e 12 le gare andate in scena. La Scuderia di Maranello rispetto al 2022 ha perso 123 punti su se stessa a dimostrazione che la SF-23 non è progredita a sufficienza per tenere il passo del folgorante inizio della F1-75 un anno fa. Questo rende il compito di Vasseur ancora più difficile e con le lunghe tempistiche previste nel mercato dei tecnici non sarà immediato cambiare rotta.

Interrogato su cosa farebbe se fosse nei panni di Frederic Vasseur l’ex team manager e proprietario dell’omonima scuderia Eddie Jordan (team che dopo i vari passaggi di proprietà ora è l’attuale Aston Martin) si è espresso così ospite del podcast Formula For Success: “Se fossi a capo della Ferrari cercherei ovviamente di emulare quanto accaduto ai tempi di Michael Schumacher che ha portato a Maranello figure come Rory Byrne e Pat Symonds. In Ferrari ci sono sicuramente ingegneri brillanti che sono in grado di progettare grandi motori e grandi macchine, ma sono i dettagli più fini a rendere vincente una macchina da corsa. È questa la differenza”.

Secondo Eddie Jordan sarebbe necessario un ‘John Barnard bis’ per la Ferrari: “È una scuderia brillante, ma a Maranello sono ‘diversi’. La pausa pranzo dura un’ora e mezza e bisogna fare i conti con diversi ‘capricci’. A cavallo degli anni ’90 la Ferrari è tornata grande con John Barnard, ma la vettura era realizzata al 90% in Gran Bretagna e in Ferrari devono pensare di tornare a quel metodo“. La prima Ferrari al 100% ‘made in Barnard’ fu la 640 del 1989 che conquistò tre vittorie, due con Nigel Mansell e una con Gerard Berger. La 640 segnò il ritorno del motore a 12 cilindri e l’esordio del rivoluzionario cambio automatico. Le prestazioni furono da subito notevoli, ma la mancanza di affidabilità impedì alla Ferrari di lottare per il titolo. Nel 1990, invece, Alain Prost si giocò il Mondiale con Ayrton Senna fino all’ultima gara.

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